Gestione a vista e mapping

Gestione a vista

In senso stretto la gestione a vista indica il sistema organizzativo Toyota detto altrimenti kanban, dove il flusso dalla richiesta del cliente alla produzione, al magazzino, alla consegna al cliente viene rappresentato da cartellini che si spostano da un tabellone all’altro e da un reparto all’altro in modo che una sola occhiata al tabellone fa capire se si sta avanti o indietro con le cose da fare. In senso più ampio rappresenta la possibilità di comprendere situazioni più o meno complesse con una occhiata, e si basa su due fondamentali: la visualizzazione e il mapping. 

La visualizzazione consiste nel rappresentare in modo visivo concetti, ragionamenti, elenchi, tabelle, organizzazioni, ma anche fenomeni in divenire come tendenze e flussi finanziari, sociali, demografici. Consiste altresì nel segnalare in modo visivo obblighi o pericoli, percorsi o collocazioni di oggetti, come accade per la segnaletica stradale o per le magliette colorate delle squadre di calcio. Serve a comprendere qualcosa nel più breve tempo possibile. Per esempio una tabella numerica e un grafico rappresentano lo stesso fenomeno come l’aumento delle vendite nell’anno in corso. La tabella reca informazioni analitiche ed esatte, il grafico si limita ad informazioni sintetiche e approssimate, ma la tabella richiede tempo per essere letta e compresa, il grafico si capisce alla prima occhiata.

Mapping

Il mapping è la capacità di creare strutture che rappresentino in modo ordinato insiemi di fenomeni, territori di qualsiasi genere, fisici come una porzione di terreno o il sistema solare, concettuali come la filosofia occidentale o la diffusione del cristianesimo, immaginari come l’Inferno di Dante o le mappe zodiacali. In realtà il mapping fa parte della visualizzazione, ma l’ho distinto perché alla semplice immagine aggiunge una struttura organizzativa che ha lo scopo di ridurre la complessità del territorio, però sempre in modo visivo. In tal senso una carta stradale mette in evidenza la viabilità ma trascura i rilievi, o una mappa della metro presenta solo le linee dei treni e le fermate, ignorando tutto il resto. L’organizzazione nell’attività di mappatura avviene in base a criteri diversi. Può essere gerarchica, con elementi più importanti che raggruppano elementi secondari, o radiale, con un centro da cui si irradiano rami che ne sviluppano le potenzialità, o a rete, con nodi collegati fra loro secondo criteri di somiglianza, appartenenza, interdipendenza. I dati sono selezionati in base al punto di vista e allo scopo della mappatura: se devo mostrare il riscaldamento globale del pianeta, rappresenterò con appositi colori solo gli aumenti di temperatura dell’ultimo secolo.

La visualizzazione si avvale delle tecnologie più avanzate, grazie a macchine che apprendono grazie all’intelligenza artificiale, e produce radiografie tridimensionali o rappresentazioni di analisi di big data. Il mapping raggiunge il suo livello più avanzato con i satelliti e Google Maps che ormai abbiamo tutti in tasca col nostro smartphone. Ma ambedue hanno radici antichissime, come le mappe babilonesi di 4000 anni fa, o le scritture ideografiche dall’Egitto alla Cina.

Dalla teoria dei grafi alle mappe mentali e concettuali, come visualizzare l’organizzazione del pensiero, dell’apprendimento e della comunicazione.

Visual management e visual thinking, gestione dei flussi di produzione e distribuzione nella lean factory e altri criteri di visualizzazione dell’organizzazione, del project management, del miglioramento continuo.

La cassetta degli attrezzi del visualizzatore, o di chi vuole interpretare correttamente i vari tipi di grafici e mappe.

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