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Quando ricorrere al problem setting

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Quando ricorrere al problem setting

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Umberto Santucci

Quando ci si deve porre il problema?

Quando le cose vanno male no, perché il problema è già emerso (però quello che è emerso potrebbe essere il sintomo, non la causa).

Quando vanno bene, perché porsi problemi? (ma è quello che normalmente fa il ricercatore o il manager eccellente).

Prima del problema c'è la percezione di un disagio, di una carenza. C'è un bisogno da soddisfare. C'è uno stato ansioso di fronte a minacce indefinite.

Il problem setting ci aiuta ad affrontare il disagio, a individuare il bisogno, a passare dallo stato ansioso alla visione chiara del problema da risolvere.

E’ importante esaminare le condizioni che provocano disagio e separarle dall’ambito in cui possiamo intervenire, entro il quale dobbiamo cercare la definizione del problema.

Per cercare le condizioni possiamo indagare dal generale al particolare, analizzando lo scenario (situazioni globali e locali, tendenze), il contesto strategico in cui la nostra organizzazione si trova ad operare, l'organizzazione per cui operiamo, il settore di nostra competenza, l'argomento specifico del problema da definire.

Possiamo anche rovesciare il processo, partendo dall'argomento specifico e collocandolo via via nei contesti più ampi.

In genere si tende a porsi i problemi man mano che si presentano nello svolgimento di un processo. Sarebbe bene invece definire i problemi il più possibile a monte del processo.

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