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Creare un gioco è una forma di problem setting?

Stabilire le regole del gioco fa parte del problem setting?

Organizzare un gioco e farlo fare è problem setting?

Giocare è problem solving? Condurre un gioco è problem solving?

Spesso nella formazione e nella gestione dei gruppi si usa il gioco come tecnica che mette in moto intelligenza, comportamenti, rappresentazione di sé. Il gioco può servire ad evitare le tensioni di quando si è "seri", e a rappresentare come metafore problemi e comportamenti della vita e del lavoro.

Il bambino stesso, quando gioca, rappresenta scene del mondo dei grandi o di suoi mondi fantastici, e fa seriamente qualcosa di "finto".

Il gioco dunque ci può essere molto utile per simulare processi e comportamenti che ritroviamo sia nel problem setting, sia nel problem solving. Alcuni giochi consistono proprio nel risolvere problemi.

Tipi di gioco:

  • esibizione (fare qualcosa di fronte agli altri)

  • limitazione (non toccare la palla con le mani)

  • simulazione (facciamo che io ero il re e tu il cavallo)

  • interpretazione (role play, MUD)

  • competizione (chi arriva prima, lotta, pugilato, calcio)

  • negoziazione (bridge, poker, role play)

  • conquista (ruba bandiera, baseball)

  • fortuna (roulette, lotteria)

  • abilità (bridge, scacchi)

  • soluzione di problemi (enigmistica, caccia al tersoro, adventure game)

I giochi possono essere individuali o di squadra. I primi sviluppano la competizione, i secondi sviluppano lo spirito di cooperazione, la condivisione di obiettivi, il senso del team.

I giochi possono avvenire fra due persone, o fra una persona e un avversario impersonale o molto numeroso (p. es. il mercato). Possono essere a informazione completa (gli scacchi) o incompleta (giochi a carte coperte). Sono a somma zero i giochi in cui il guadagno del vincitore è uguale alla perdita del vinto, e giochi a somma diversa da zero quelli in cui vincitore e vinto possono avere ambedue da guadagnare o da perdere.

Nel concetto di gioco rientra lo sport, che tuttavia implica aspetti di disciplina (allenamento) e di business (tutto lo sport professionistico, che però diventa un lavoro come un altro).

Il gioco può servire ad analizzare la situazione con occhi diversi, a vedere problemi che altrimenti non erano evidenti.

Quando i giochi si usano professionalmente nella formazione in aula o nella gestione di gruppi è importante rispettare i tre momenti fondamentali:

  • briefing - si spiegano le regole del gioco

  • gioco - si fa fare il gioco

  • debriefing - si riflette sul gioco fatto traendone le conclusioni utili al proprio problema reale.

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