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Quando si gestisce un'aula o un gruppo di lavoro, si può ricorrere al gioco per spingere i partecipanti ad assumere atteggiamenti diversi dai loro soliti. 

Si pone loro un enigma, un problema che devono risolvere o interpretare.

Oppure si assegnano ruoli, o gli si fa fare qualcosa. I giocatori possono competere, negoziare, collaborare, vendere, acquistare.

Il gioco è un micromondo con regole certe e codificate, e rappresenta in modo semplificato fenomeni reali ben più complessi e ricchi di variabili difficili da individuare e da controllare.

Il gioco funziona quando si svolge in modo corretto, quindi ci deve essere una persona che lo gestisce, che spiega le regole, che le fa rispettare, che governa la discussione che avviene dopo del gioco.

Quando si fa un gioco a scopo didattico o lavorativo sono importanti le tre fasi:

briefing - si spiega il gioco, i suoi vincoli, le sue regole;

gioco - si fa fare il gioco nei tempi e nei modi stabiliti;

debriefing - si commenta il gioco appena fatto, adattandolo ai problemi della propria realtà formativa o lavorativa.

"Gioco e dopogioco", La Meridiana, 1997, contiene una ricca raccolta di giochi adatti a chi fa formazione e gestione di gruppi di lavoro. Nel libro è trattato anche il tema del debriefing.

Per una collana sui giochi nella formazione www.lameridiana.it

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