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1. Problem setting della formazione
I problemi di formazione derivano dalla corrette definizione di problemi
di altro genere, o di obiettivi da raggiungere, o di cambiamente da
realizzare.
Si dispone delle competenze per risolvere quel problema, per raggiungere
quegli obiettivi, per affrontare quel cambiamento? Se sì, non
c'è bisogno di altro. Se no, dobbiamo procurarci le persone competenti,
oppure formare quelle di cui disponiamo.
Di fronte ad un compito da svolgere, dobbiamo capire se le persone
che devono svolgerlo sono in grado di farlo, e se sono disposte a farlo.
Se non sono in grado c'è bisogno di formazione. Se non sono
disposte c'è bisogno di motivazione e incentivazione.
L'apprendimento, come dice Joseph Novak, è fatto da cinque
elementi: l'allievo, il maestro, le conoscenze, il contesto, la
valutazione.
Per definire un problema di formazione vanno definiti tutti e cinque
questi elementi.
- Chi è l'allievo? A che livello si trova? Che cosa deve imparare?
- Chi è il maestro? Perché è ritenuto tale? che
cosa fa, affianca l'allievo? Come porta avanti con l'allievo la negoziazione
della sua conoscenza?
- Che tipo di conoscenza/comeptenza deve essere acquisito dall'allievo?
Perché? Quando?
- In quale contesto ci troviamo? Com'è l'azienda, o la scuola,
o l'aula, o la residenza esterna?
- Che cosa si valuta? Come? In modo selettivo? in modo formativo?

2. Formazione
e definizione dei problemi
Può capitare che la formazione faccia parte della definizione
del problema, o quanto meno del suo processo di soluzione.
Se c'è un cambiamento di scenario esterno o di situazione interna,
le persone interessate devono a loro volta cambiare il loro modo di
vedere le cose, di lavorare, di cooperare.
Per ottenere un cambiamento c'è bisogno di formazione, con tutte
le sue articolazioni, dalla trasmissione di nozioni e procedure fino
alla simulazione, ai giochi, al learning by doing, alla formazione
continua in modalità blended (dall'aula al coaching on
line).

3. Formazione per il problem solving
La formazione deve cercare di orientare l'allievo al problema, piuttosto
che fornire soluzioni preconfezionate.
La capacità di definire e risolvere i problemi è molto
più utile delle competenze, che consistono nell'utilizzare soluzioni
preesistenti. Fino a che non emergono nuovi problemi, le competenze
normali vanno bene. Quando ci si trova di fronte ad una situazione imprevista
è preferibile avere le capacità di individuare, definire
e risolvere i problemi.
Per insegnare a risolvere problemi si può partire da problemi
semplici e noti, o addirittura da compiti, fino ad arrivare a proporre
situazioni critiche in cui orientarasi, ridefinire il proprio ruolo,
trasformare le turbolenze in problemi ben definiti, trovare soluzioni,
prendere decisioni.
Oltre alla cultura del problema, si possono insegnare le tecniche
e gli usi degli strumenti, come l'analisi SWOT, i Sei Cappelli per pensare,
il diagramma causa/effetto, o l'uso dei software come quelli per le
mappe mentali o per il project management.

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