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  1. Come si definisce un problema di formazione?

  2. Come interviene la formazione nella definizione dei problemi?

  3. Come si fa formazione sul problem solving?

1. Problem setting della formazione

I problemi di formazione derivano dalla corrette definizione di problemi di altro genere, o di obiettivi da raggiungere, o di cambiamente da realizzare.

Si dispone delle competenze per risolvere quel problema, per raggiungere quegli obiettivi, per affrontare quel cambiamento? Se sì, non c'è bisogno di altro. Se no, dobbiamo procurarci le persone competenti, oppure formare quelle di cui disponiamo.

Di fronte ad un compito da svolgere, dobbiamo capire se le persone che devono svolgerlo sono in grado di farlo, e se sono disposte a farlo.

Se non sono in grado c'è bisogno di formazione. Se non sono disposte c'è bisogno di motivazione e incentivazione.

L'apprendimento, come dice Joseph Novak, è fatto da cinque elementi: l'allievo, il maestro, le conoscenze, il contesto, la valutazione.

Per definire un problema di formazione vanno definiti tutti e cinque questi elementi.

  • Chi è l'allievo? A che livello si trova? Che cosa deve imparare?
  • Chi è il maestro? Perché è ritenuto tale? che cosa fa, affianca l'allievo? Come porta avanti con l'allievo la negoziazione della sua conoscenza?
  • Che tipo di conoscenza/comeptenza deve essere acquisito dall'allievo? Perché? Quando?
  • In quale contesto ci troviamo? Com'è l'azienda, o la scuola, o l'aula, o la residenza esterna?
  • Che cosa si valuta? Come? In modo selettivo? in modo formativo?

2. Formazione e definizione dei problemi

Può capitare che la formazione faccia parte della definizione del problema, o quanto meno del suo processo di soluzione.

Se c'è un cambiamento di scenario esterno o di situazione interna, le persone interessate devono a loro volta cambiare il loro modo di vedere le cose, di lavorare, di cooperare.

Per ottenere un cambiamento c'è bisogno di formazione, con tutte le sue articolazioni, dalla trasmissione di nozioni e procedure fino alla simulazione, ai giochi, al learning by doing, alla formazione continua in modalità blended (dall'aula al coaching on line).

3. Formazione per il problem solving

La formazione deve cercare di orientare l'allievo al problema, piuttosto che fornire soluzioni preconfezionate.

La capacità di definire e risolvere i problemi è molto più utile delle competenze, che consistono nell'utilizzare soluzioni preesistenti. Fino a che non emergono nuovi problemi, le competenze normali vanno bene. Quando ci si trova di fronte ad una situazione imprevista è preferibile avere le capacità di individuare, definire e risolvere i problemi.

Per insegnare a risolvere problemi si può partire da problemi semplici e noti, o addirittura da compiti, fino ad arrivare a proporre situazioni critiche in cui orientarasi, ridefinire il proprio ruolo, trasformare le turbolenze in problemi ben definiti, trovare soluzioni, prendere decisioni.

Oltre alla cultura del problema, si possono insegnare le tecniche e gli usi degli strumenti, come l'analisi SWOT, i Sei Cappelli per pensare, il diagramma causa/effetto, o l'uso dei software come quelli per le mappe mentali o per il project management.

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