Dissolvere il problema |
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Quando un problema viene agitato senza definirlo non ha soluzione. Ci sono problemi che non possono essere risolti perché sono al di là dei nostri limiti umani. Tutti i problemi metafisici sono di questo genere. Che cosa sarà di noi dopo la morte, o perché c'è il dolore, o perché è stato creato l'universo, sono interrogativi che ci possiamo porre, ma sappiamo già in partenza che non avranno risposta. Le stesse religioni quando danno risposte non le argomentano, ma chiedono che ci si creda senza porsi altre domande. I problemi che non possono essere risolti devono essere dissolti, nel senso che non vanno affrontati come problemi, ma come immagini, sogni, incubi, illusioni. Dissolvere i falsi problemi significa poter dedicare tutte le energie a risolvere i problemi alla nostra portata. Dissolvere un problema significa dimostrare che non è un problema. Significa sottoporre il suo enunciato ad un processo di problem setting, per controllare se si tratta di un problema risolvibile o no. Eludere un problema è evitarlo, non prenderlo in considerazione. Dissolvere un problema vuol dire delegittimarlo, non riconoscerlo come problema. Quando Alessandro Magno si trova davanti al nodo di Gordio, che nessuno era riuscito a sciogliere fino ad allora, e invece di tentare di scioglierlo come hanno fatto tutti gli altri lo taglia con un colpo di spada, che cosa fa? Elude il problema? Lo banalizza? Lo dissolve? Lo risolve con il pensiero laterale? Le quattro nobili verità di Buddha dissolvono il problema della sofferenza? |
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