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Il consulente è per natura e vocazione un problem solver. In genere viene chiamato per risolvere problemi. Spesso però si accorge che i problemi che gli vengono proposti sono mal definiti, a volte sono diversi dal problema reale. Si viene chiamati per fare formazione ai quadri, quando invece il problema è nel top management. Si richiede un miglioramento tecnologico, ma poi non si fa addestramento e i nuovi impianti restano poco e male utilizzati. Ecco dunque che il consulente dovrebbe prima di tutto fare consulenza sul setting del problema, per poi aiutare il cliente a risolverlo. L'approccio migliore ad una consulenza bene orientata al problema è la consulenza di processo. Ecco un consulente che non conosce bene il problem setting, da una storiella che va in giro per il web. Un
pastore stava pascolando il suo gregge di pecore, in un pascolo decisamente
lontano e isolato quando all'improvviso vede avvicinarsi una BMW nuova
fiammante che avanza lasciandosi dietro una nuvola di polvere. Il guidatore,
un giovane in un elegante abito di Versace, scarpe Gucci, occhiali Ray
Ban e cravatta Yves Saint Laurent rallenta, si sporge dal finestrino
dell'auto e dice al pastore: "Se ti dico esattamente quante pecore hai
nel tuo gregge, me ne regali una?" |
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